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 Il peso delle parole

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AutoreMessaggio
marialaura68
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MessaggioOggetto: Il peso delle parole   Dom Giu 22, 2008 9:06 pm

Le parole sono un mezzo di comunicazione, ma a volte posso essere usate impropriamente e fanno male.
A volte posso essere usate per ridere e giocare e vengono fraintese e da li liti e discussioni.
Tutti noi dovremmo imparare a conoscere meglio le persone e i loro modi di dire prima di incavolarci per parole non dette con cattiveria e con la volontà di fare male ma solo per ridere e giocare.
Come al solito ci sono sempre i malintesi e le ripicche le chiusure, anche se poi si tenta di porvi rimedio o di mettere una pezzolina forse per far capire che non ci si era tanto incavolati ma la chiusura era solo il gesto del momento, non so io l'ho presa così e spero di non sbagliarmi perchè se così non fosse si potrebbe intavolare una bella lite quella che ti fa sfogare ben bene.




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Giuseppe35
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MessaggioOggetto: Re: Il peso delle parole   Mar Giu 24, 2008 9:26 pm

Le parole…..un dono generoso e sublime che il Creatore ci ha fatto!!
Ma quante insidie nascondono!
Senza la parola saremmo esseri soli e senza affetti, o costretti ad esprimere in modo primordiale affetti, anche profondi, ma costretti nell’intimo del nostro cuore.
Ricordi la storiella sulla nascita delle parole?

Terminata la sua opera di creazione, Dio si affacciò al balcone sul mondo, per godere soddisfatto della sua opera.
La pace e l’ordine regnavano su ogni cosa creata e l’uomo Adamo e la donna Eva vivevano uno a fianco dell’altro, in perfetta armonia; tuttavia Dio colse un’imperfezione nel rapporto tra le sue creature predilette.
Esse, infatti, vivevano godendo di tutto quello che le circondava, senza poter tuttavia condividere le loro sensazioni, se non attraverso l’atteggiamento dei loro corpi, e senza trovare una comunione tra i pensieri che si andavano assiepando nelle loro menti.
Dio pensò: ” Devo dare loro il modo di condividere quello che sentono e di scambiarsi sensazioni ed emozioni, in modo più aperto, così che diventino una cosa ancora più unita e più unica”.
In un primo tempo pensò di regalare ai suoi prediletti la capacità di leggere nella mente, ma fu trattenuto dal dubbio che questo li avrebbe troppo inorgogliti, accentuando la loro tendenza a considerarsi simili a Lui, e quindi scartò l’idea.
Pensò allora che l’invenzione di un mezzo di comunicazione meno completo, e tuttavia sufficiente allo scopo, avrebbe potuto risolvere il suo problema; ed inventò la parola e diede a ciascuna cosa ed a ciascun sentimento un nome, così che fosse possibile quel rapporto tra le persone e le cose, che gli sembrava fosse mancato al nuovo che aveva generato.
Poi chiamò l’uomo e la donna e disse loro: ”Ho intenzione di farvi un grande dono, che vi renderà più vicini l’uno all’altro, ma devo ammonirvi sull’uso che ne farete, poiché il nuovo strumento è capace di unire le vostre menti e le vostre anime, ma anche di dividerle in modo irreparabile.
State quindi attenti a come userete le parole, perché dal modo in cui saranno usate potranno divenire perle o armi capaci di distruggervi fisicamente e moralmente.
Ad ogni cosa e ad ogni sentimento e sensazione ho dato un nome, e le parole che esprimono tutto questo vi potrete usarle per comprendervi ed apprezzarvi.
Ma badate a farne l’uso corretto e non forzatele ad esprimere cose che sono a danno dell’altro, per prevaricarlo e prenderne il dominio.
Rivestite i vostri pensieri con le parole che conoscete, ma non fate che le parole, pronunciate a caso per la piacevolezza del loro suono, diventino, esse stesse, surrogati ai vostri sentimenti ed ai vostri pensieri.
Poiché non sarà possibile a chi vi ascolta sapere se quello che dite è sincero o nasconde l’inganno, evitate di mentire, così che ciascuno possa essere certo di non essere raggirato.
Ogni menzogna trascinerebbe chi mente a difendere la prima detta, con una sequela interminabile di altre, sino a giungere ad un’incomprensione ed incomprensibilità disastrosa.
Siate semplici, quando le cose non richiedono altrimenti, e riservate le espressioni più altisonanti e complicate alla poesia ed ai sentimenti, che altrimenti non potrebbero trovare piena comprensione in chi vi ascolta.
Prima di parlare, esaminate in cuor vostro quello che avete intenzione di dire, e solo quando avrete la certezza che il vostro pensiero non ferirà ne nocerà a qualcuno, allora esprimetelo, usando le parole più semplici che troverete nella vostra mente, così che non vi sia la possibilità che veniate fraintesi.
E se vi accorgerete che le vostre parole hanno assunto, in chi vi ascolta, un significato diverso da quello che intendevate, esprimete nuovamente il pensiero, con parole ancora più semplici e comprensibili; una parola od una frase malintesa possono diventare fonte di dissapori, capaci di minare in modo profondo qualsiasi rapporto.
Vi ho fatto un dono bellissimo, che certo apprezzerete, quando la poesia dei vostri sentimenti chiederà di uscire nel mondo e farsi conoscere, ma temete la potenza delle parole, perché da loro può derivare anche l’incomprensione, l’odio e l’inimicizia, madri di tutte le guerre”.
L’uomo e la donna si guardarono l’uno l’altra e, per la prima volta dalla loro creazione, con gli occhi inumiditi dalla commozione poterono dirsi “Ti voglio bene”.
Ma, nascosto tra l’erba del prato, il serpente aveva ascoltato ogni cosa, ed ora, forte della possibilità di usare la parola per trarre in inganno i due, in assenza dell’uomo si avvicinò ad Eva e con voce melliflua le fece i complimenti per la nuova capacità acquisita, e le fece intendere, con velenosa astuzia, che come per la parola, essi avrebbero potuto acquisire altre capacità. peculiari di Dio, che avrebbero potuto farli grandi e simili a Lui.
Per la prima volta nella storia dell’uomo, la parola era usata per ingannare e non per suscitare la comprensione tra diversi; per la prima volta, le parole, in se buone ed innocue, erano usate con intenzioni malvagie, per trascinare nell’errore l’ingenuo e l’innocente.
Da allora ogni parola può essere usata con significati e scopi differenti da quelli per i quali sono state create e ciascuno di noi le può usare per un uso corretto o per ingannare.
Da allora le parole hanno continuato a creare cose sublimi e consentire scambi di sentimenti di altissimo valore umano e civile, ma sono anche state poderoso mezzo per ingannare e trascinare nei gorghi più profondi di abiezione, consentendo ai buoni di guidare gli uomini verso eccelse mete di amore universale ed ai malvagi di trarre in inganno, con menzogne e calunnie, i semplici e gli ingenui, convincendoli che sia loro interesse procedere verso il male, per perseguire il bene loro e di tutta l’umanità.
E’ comunque e sempre preferibile una “bruttissima verità” ad una “bellissima menzogna”.
Siate semplici ed evitate la menzogna!


Poiché l’arma potente e meravigliosa della comunicazione non diventi causa di contrasti e malintesi, abbi sempre l’accortezza di non dire di getto quello che ti passa nella mente, ma attendi qualche istante, prima di esprimerlo, e se dopo questo tempo non sarai giunta alla convinzione che il dirlo sia indispensabile, taci.
Val meglio non aver espressa un’idea, piuttosto che dover poi riparare, non sempre con risultati soddisfacenti, i disastri prodotti dalla nostra avventatezza; questa mia vecchia abitudine, nel passato, mi ha fatto apparire schivo e silenzioso, ed ha fatto credere a qualcuno che i miei silenzi dovessero essere attribuiti ad assenza di idee o da opacità intellettuale, mentre erano, al contrario, dettati da amor di prossimo e dalla volontà di non scendere ad inutili alterchi.
Se poi dovessi accorgerti che con le tue parole hai ferito od offeso qualcuno, non avere titubanze nel riconoscere il tuo torto, perché è questa la via per appianare i dissapori e le incomprensioni: le guerre si evitano, non cercando di far prevalere le proprie ragioni, ma accettando e riconoscendo le ragioni altrui.
Non vi è nobiltà nel dire “Avevo ragione io!”, mentre è indice di animo generoso ed aperto all’amore il dire “Scusa, credo di aver sbagliato e te ne chiedo perdono!”


Ultima modifica di Giuseppe35 il Gio Giu 26, 2008 6:52 pm, modificato 1 volta
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Elwe
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MessaggioOggetto: Re: Il peso delle parole   Mar Giu 24, 2008 10:17 pm

............come sempre trasudi saggezza da tutti i pori.....
spero di riuscire a essere cosi profondo in tutte le cose che faccio e che penso

un saluto

a presto giuseppe

ogni tua parola in questo forum e in canale è solo un'immenso piacere


Elwe
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marialaura68
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MessaggioOggetto: Si   Mer Giu 25, 2008 7:46 am

Grande Giuseppe anche questa volta hai detto bene.
Sopratutto quando dici si deve chiedere scusa ed è una cosa che io tendo a fare quasi sempre, o meglio lo faccio con le persone a cui ci tengo a volte anche se non ho tutti i torti, ma è giusto così se tu tieni ad una persona magari metti da parte un po di orgoglio e fai il primo passo per far si che il rapporto possa continuare per tutta la vita.

Marialaura
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